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The world is full of people who talk the talk, but how many others walk the walk?!

Candy Perfume Scottish Dario

 
All my bags are packed and I'm ready to go... come dice la mia cara amica Chantal Kreviazuk.
Ho preparato la valigia. Con difficoltà, ma ce l'ho fatta. Ho anche dovuto aggiungere due paia di scarpe di Gianlu nel mio bagaglio a mano -.-
Ho appena terminato una breve guida dei posti da visitare. Spero che il signorino ne sia contento, perchè lui è esigente!
Ad ogni modo, sento proprio di meritarmela sta vacanza.
Intanto ci vuole tempo perchè faccia giorno. Magari provo a mettermi sul letto e leggere qualcosa.
 
CHEERIO!
 

In&Out - SUMMER 2007

Dopo una giornata di shopping sfrenato(?)
e dopo tanto tempo che non scrivevo qualcosa,
ecco a voi, M.dmes et Mrs:

In&Out

SUMMER 2007
tutto quello che va e che non va nelle torride giornate estive.
per tutti quelli che non sanno(ancora) cosa significhi la parola STILE.


What's
In:


- La frutta di stagione.
Fragole, ciliegie, zucchine e cetrioli, non solo a tavola...



- IL costume intero.
Eh si, mie care ragazze! Non condanno il vostro tanto amato bikini, ma il "pezzo unico" fà davvero tanto chic.

- Il marinaro.
Ma anche il marinaio, se preferite! 


- Il quadrettato.
Senza esagerare, ovviamente, onde evitare il tanto criticato "effetto pic-nic".


What'sOut:


- Il fucsia e tutti i colori fosforescenti.
Fanno troppo  Millennium Bug.


- I sandali a schiava(quelli legati al polpaccio, per intenderci).
Soprattutto se fanno l'effetto salamella.


- Le zanzare.
Brutte s*****e!

 
- In spiaggia, gli slip da uomo.
Meglio che ogni cosa resti al proprio posto, direi.

 

 

 
 

Siccome sono un architetto...

 
 
 
Il file me l'ha passato l'altro giorno Alina. A tratti è divertente, riporto qui le parti che mi hanno divertito di più sperando che divertano anche voi!
 
 

- Siccome sono un architetto, le mie idee sono migliori delle tue.
- Siccome sono un architetto, ammesso che le tue idee siano buone, le mie sono sicuramente più creative.
- Siccome sono un architetto, tu non capisci un cazzo di pittura, scultura, cinema, teatro...
- Siccome sono un architetto, se vuoi sapere se la tua casa crollerà devi rivolgerti a me.
- Siccome sono un architetto, lo so benissimo se la tua casa crollerà o no, ma mi rivolgo comunque ad un ingegnere. Non son mica deficiente!
- Siccome sono un architetto, il Guggenheim di New York lo sapevo progettare anch'io, Lui è solo arrivato prima!
- Siccome sono un architetto: “cosa studi?”- “Architettura” – “Ah, ma allora sei un creativo!” ...Dio, quanto li odio!
- Siccome sono un architetto, la mia colf è un geometra.
- Siccome sono un architetto, i geometri sono i migliori amici dell'uomo.
- Siccome sono un architetto e tu ingegnere, sono più simpatico di te.
- Siccome sono un architetto, cogli ingegneri si parla solo a numeri e grafici... possibilmente in bianco e nero.

- Siccome sono un architetto, non sono razzista. Sono loro che sono ingegneri!
- Siccome sono un architetto, conosco almeno due lingue e 15 dialetti: quelli degli operai che vedo in cantiere.
- Siccome sono un architetto, lavoro anche 10 giorni di fila 24 ore su 24,ma poi ho diritto a 37 ore di sonno continuato e un mese e mezzo di vacanza.
- Siccome sono un architetto, quando ne incontro un altro parlo solo di architettura fino a quando fa buio, sono tutti andati via, ho una sete boia e mi scappa la pipì.
- Siccome sono un architetto, parlo di architettura anche da solo, mi rispondo, mi polemizzo e mi do del postmoderno senza più rivolgermi la parola per una settimana. Ma poi mi riappacifico quando mi leggo un articolo di Bruno Zevi.
- Siccome sono un architetto, sono abbonato a Domus, l'Arca, Lotus e Casabella, mentre tu a Brava Casa: si vede che non sei un architetto!
- Siccome sono un architetto, leggere “El Croquis” fa molto figo.
- Siccome sono un architetto, alla prossima mostra su Kandinsky DEVI andarci con me!
- Siccome sono un architetto, Minicad, Autocad, Supercad... ma volendo so anche disegnare a mano!
- Siccome sono un architetto la mia casa e' piu' bella della tua.
- Siccome sono un architetto quando sbaglio un muro ci pianto davanti dei rampicanti.
- Siccome sono un architetto so fare le radici quadrate.
- Siccome sono un architetto mi arredo anche la tenda in campeggio.
- Siccome sono un architetto al posto del cavallo dei pantaloni ho una volta a botte.
- Siccome sono un architetto mi vesto come un travestito anni '70.
- Siccome sono un architetto non disegno strade ma “curo l'arredo urbano”.
- Siccome sono un architetto non mangio come un maiale (come effettivamente faccio), ma sto facendo uno spuntino.
- Siccome sono un architetto, il cliente ha sempre ragione quando non vuol fare l'architetto.
- Siccome sono un architetto, le donne mi chiedono sempre consigli sul colore delle scarpe da mettere.

- Siccome sono un architetto, le donne mi si squagliano ai piedi quando scarabocchio qualcosa su un kleenex.
- Siccome sono un architetto, passo tutto il giorno a scarabocchiare qualcosa sui kleenex.
- Siccome sono un architetto, anticipo sempre i tempi... Ad esempio, so che fra un minuto mi manderai affanculo!

 

 

 

Candy Perfume Dario goes to Milan

Esattamente una settimana fa ero a Milano. Probabilmente ero da poco tornato in albergo e boccheggiavo dalla stanchezza spaparanzato sul letto. Ma andiamo per gradi.
3 Maggio 2007. Partenza ore 8:15 da casa. Sono diretto alla stazione dove prenderò il treno per raggiungere la mia compagna di avventura Alina(ma potrebbe avere anche altri soprannomi), e il suo fedele fidanzato Raf che gentilmente si è prestato ad accompagnarci all'aereoporto. Era un dì di pioggia, ma più che le leggere goccioline di quel liquido vitale comunemente denominato acqua, a preoccuparci erano le dubbie conoscenze a riguardo della strada da intraprenere.
Chissà quale influente divinità ci assistì quella mattina, arriviammo sani e salvi a Cap'Chin(vi giuro che sul biglietto aereo era segnato così!). Dopo saluti, bacetti e abbraccini vari ci addentriamo in quel del check-in, invidiosi per quelli destinati verso Dublino, e intristiti dal nostro misero biglietto per il capoluogo lombardo.
Ad ogni modo, io e la mia fidata collega di malaffare ci avviamo verso l'imbarco, attendendo il nostro turno. Da premettere che viaggiavamo con Easyjet. Come tutti ben sanno, o dovrebbero sapere, Easyjet non prevede i posti assegnati in aereo, fa fede l'ordine di arrivo. Il nostro biglietto era guppo B, quindi avremmo dovuto aspettare che passassero prima quelli del gruppo A, ma cosa succede mentre facciamo la fila??? Una signora furbissima, o almeno era quello che credeva di essere, pretendeva di passarmi davanti sostenendo di avere un bigletto A. Butto un occhio al biglietto e che vedo?! Che la furbastra in questione leggeva il biglietto dal lato corto e che quello che lei sosteneva essere una A non era altro che un'ingannevole D(le lettere erano scritte a mano)! Stupida ignara! Pensavi di farmi scemo? A me??? Magari se leggi il biglietto nel verso giusto ti rendi conto della tua stupidità, il che non sarebbe un male.
Tralasciando la hostess rimbambita che mostrava le uscite di sicurezza a mò di genio della lampada di Aladin(Le uscite di sicurezza sono qui qui qui qui qui qui...), atterriamo a Malpensa. Mi appropinquo verso la biglietteria dello Shuttle che ci porterà in centro e chi trovo?? Nientepopodimenoche Stefano, un caro amico di mio padre che non vedevo da anni che da qualche anno si è trasferito a Dubai per lavoro. Ma tu guarda un pò?!
Procedendo velocemente, verso le 17 siamo presso l'hotel Catalani&Madrid(che c'è voluto per trovarlo, praticamente abbiamo fatto il giro di Peppe, potevamo prendere una stada ma, ovviamente, abbiamo scelto la più lunga e tortuosa!) e in ordine sparso scopriamo che: l'hotel non è  così vicino dal centro come speravamo; anche la metro distava un pochino; il quartiere dove si trova è prevalentemente frequentato da arabi, cinesi(sono ovunque!), marocchini e napoletani; la nostra stanza è situata in un piano terra-quasi-seminterrato; il WC è posto lungo la bisettrice dell'angolo del bagno(???); le TV private milanesi trasmettono solo sconcezze dalle 20 alle 6; il Toppik è una grande innovazione, peccato che nessuno la conosca; il propetario è un barese.
Verso le 18 decidiamo di scendere in centro per un giro perlustrativo, un occhiata al Duomo, uno sguardo furtivo nonchè di intesa con la Madunina e cominciamo la nostra passeggiata. Luigi Vittone con le sue intramontabili borse, Miuccia con il suo essere minimal-retrò, Gucci che mi ha tentato con il suo caffè...ci sono praticamente tutti. Siccome però questi cari amici non sono alla mia portata, tantomeno a quella della Ciccina al mio fianco, dirottiamo. O meglio, impongo. Voglio andare da H&M! Magari hanno ancora la linea M by Madonna, così trovo gli occhiali. Non sono molto speranzoso, ma in fondo lo sguardo d'intesa con la Madunina c'è stato...In ogni caso entro, mi guardo in giro, non li trovo, panico, chiedo della suddetta collezione, mi dicono di andare al piano inferiore... ... ... ... ... ...l'ultimo gradino, sento il braccio di Alina che mi trattiene, il mio si protende verso uno stand, li ho presi, sono i miei, finalmente!!!
Allegro e baldanzoso me ne vò in giro per il negozio alle prese con un'incontrollabile mania per l'acquisto. Dopo circa 90 minuti, il tempo di un incontro calcistico insomma, esco dallo store con il portafogli alleggerito. E' la volta di Fiorucci, ma decidiamo che la commessuccia addetta allo smercio non merita i nostri quattrini, perciò io e la mia degna compagna prendiamo una manciata di pins, le infiliamo in tasca e siamo di nuovo in strada. Ceniamo in un fast-food alle gallerie e dopo poco siamo in albergo.
4 Maggio 2007. Sveglia ore 8, abbiamo appuntamento verso le 10, 10:30 all'ingresso della facoltà di architettura del Politecnico con il resto del corso di arredamento. Pioveva a dirotto e avevamo un solo ombrello. E' inutile dire che siamo arrivati come due zuppette inglesi in aula. Interessantissima lezione su Terragni, l'architetto le cui opere avremmo visto di lì a poco.
Un piccolo inciso: potrei dire tante altre cose, di commenti da fare ne avrei a iosa, ma è meglio tralasciare.
In ogni caso, appena il tempo di pranzare, di fare un giro perlustrativo al padiglione di Design del Politecnico, di permettere alla macchinetta del caffè di prepararci una cosa come 15 mocaccini e 27 cioccolate(questo perchè Alina-intelligentissima aveva inserito nell'arnese infernale 2 euri, quando invece era chiaramente palesato che l'aggeggio non restituiva monetine. La suddetta intelligenza superiore continuava a premere i bottoncini, ignara che la macchinatta, più furba di lei, non vedeva l'ora di sfornare prodotti di caffetteria) e siamo in partenza per Como.
Il professor Flora ha il passo da giovane marmotta, è ufficiale! Ad ogni modo, raggiungiamo l'Asilo Sant'Elia. Praticamente sforiamo l'orario di visita concessoci e la bidella esaurita chiude dentro a chiave il prof e i suoi assistenti. E Giovanni, che praticamente è in tutte le foto.
5 Maggio 2007. Sveglia ore 7. In ritardissimo, o almeno credevamo di esserlo, raggiungiamo il resto del gruppo alla stazione per partire nuovamente per Como, questa volta diretti alla Casa del Fascio.
Finalmente vedo il lago. Si, il giorno prima non fui in grado nemmeno di intevederlo.
Poco prima di pranzo dirottiamo per il centro, intenzionati a tornare a casa senza nemmeno un centesimo. Eh si. Abbiamo davvero saccheggiato H&M(si, di nuovo)! Quattro passi in quel di Via Montenapoleone e siamo intenzionati a tornare in albergo, magari stasera riusciamo a uscire un pochino incompagnia dalle nostre amiche Aurora e Rita. Più il tempo passa e più incalza la stanchezza. Decidiamo di fare un pò di spesa di cibarie. Una pazza al supermercato ci ferma davanti al bancone delle uova chiedendoci il segreto per cucinare le uova di quaglia. Mi dispiace signora cara, caschi male! Ci avviamo verso la cassa e che vedo? Non solo Alina la rintronata che spingeva il carrello dei cartoni vuoti anzicchè il nostro colmo di cibo, ma uno scaffale pieno ricolmo di torte pandistelle! Una è mia, con nutella e panna! Che cominci il pigiama party!
6 Maggio 2007. Sveglia ore 6(ogni giorno slitta di un'ora, si). Dobbiamo ancora preparare le valigie. Purtroppo il nostro piccolo soggiorno milanense è volto al termine ed è anche uscito il sole! 

Dario cooking boy

CHEESECAKE al curry
farcita con carote
 
  • 150g di fette biscottare ai cereali
  • 6 uova                                     
  • 360g di formaggio caprino          
  • 100g di parmigiano grattugiato   
  • 800g di carote                          
  • 1 cucchiaio di curry                   
  • 100g di burro                           
  • sale, pepe                               

 

Vi giuro...che tristezza!

 
 
Già di solito la Pasqua mi mette tristezza, se poi assisto a certe cose…non so se riuscirò a reggere. Ma andiamo per gradi.
 
Come tutti ben sanno questa è la cosiddetta “settimana santa". Beh! A me già mette tristezza, e se aggiungiamo che ieri sera, mentre tornavo a casa, per strada non c’era un’anima viva, perché tutte prese dall’evento mediatico “Le Processioni”(eh, si…da noi si porta sta farsa!)...fatto sta che quando mi trovo davanti al portone di casa il mio morale si appoggia sugli alluci. Vabè, a me ovviamente non interessa niente di tutto ciò, sono rimasto fortemente traumatizzato da piccolo che ancora oggi mi porto lo strascico, quindi decido di cenare e vedere un po’ di TV.           Me tapino! Ovviamente in casa non c’era nessuno, mi sono dovuto accontentare di un paio di crostini con prosciutto e formaggio, e alla tele ho avuto l’imbarazzo della scelta tra Un Medico in Famiglia e GF7. Decido di vedere in GF pensando “vediamo un po’ chi esce stasera”.          Povero stolto che non sei altro! Non potevi restare su Rai1 a vedere le vicende di Cettina e Nonno Libero? Nooooooo! Dovevi decidere di vedere il GF proprio quando quella scema della Marcuzzi ha deciso di invitare nella casa Gigi D’Alessio?!?!                                                               
Vi dico solo che tremo al ricordo di quegli istanti. Ma il peggio doveva ancora venire.                                                                        
Ignaro di tutto ciò, superato lo shock D’Alessio, tra uno sbadiglio e l’altro arriva il momento dell’eliminazione. E contemporaneamente la mia crisi di nervi.
Come prevedibile esce Massimo(che viscido che mi fa quell’essere, bleah!), con tutta la sua verve(pronunciata come farebbe la Guendalina) si lancia tra la folla, perde gli occhiali, la cintura e come se nulla fosse gli cascano i pantaloni! Sono attimi di panico che il bel Marco Liorni  riesce a gestire alla grande: mentre il nuovo eliminato tenta invano di tenere su le braghe, l’inviato-fuori dalla casa lo spinge a correre incontro, o meglio contro, la madre che lo aspetta…trepidante direste voi??? Per niente! La donna immobile nel suo giaccone di finta pelle, tiene stretta la borsetta al braccio manco fossimo tra i vicoli di Spaccanapoli. Liberatasi dalla morsa del figlio si avvicina a Liorni, il quale, prontissimo le chiede… “è contenta signora di riabbracciare suo figlio?” direste voi??? Manco morto! Al cronista della casa più famosa d’Italia viene in mente una sola cosa: “cosa preparerà domani da mangiare a suo figlio, signora?” e la donna “ovviamente l’amatriciana!”. AAAAAAAAAHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHH!!!                                                                                                                                   La crisi di nervi mi prende, mi invade…ma non perdo la lucidità: accendo il lettore DVD e decido finalmente di vedere una puntata di SIX FEET UNDER, in tema con il mio stato d’animo.
 
 
 

Candy Perfume Boy


Young velvet porcelain boy
Devour me when you're with me
Blue wish window seas
Speak delicious fires

I'm your candy perfume boy

Moist warm desire
Fly to me

I'm your candy perfume boy
Your candy perfume boy

Rush me ghost you see
Every center my home
Fever steam girl
Throb the oceans

Your candy perfume boy
Candy perfume boy

Did I lie to you?
Candy perfume boy
Did I lie to you?
Magic poison

You're a candy perfume boy
A candy perfume boy
You're candy

Candy perfume boy

The sacred nerve is magic poison
It's candy, it's candy

 
Candy

Ladies and Gentlemen...



...il mio ultimo, ma non ultimo, oggetto del desiderio!
 

 

 


In&Out (cap. II)

E' giunto febbraio, con tutti i suoi pro e i suoi contro,
gli sbalzi di umore, il freddo, la pioggia
e in questo clima certo non poteva mancare:

In&Out
tutto quello che va e che non va al giorno d'oggi.
per tutti quelli che non sanno cosa significhi la parola STILE.


What's
In:


- Gli esami.
Eh, si!è periodo di esami per tutti, almeno gli universitari.
Conversazione tipica tra due ragazze in treno:
"Io devo sostenere l'esame di storia del bianchetto dal medioevo ad oggi, tu?!"


- Andare in vacanza.
Sarà perchè molti sono in ferie, sarà perchè costa di meno.


- Il portasigarette in metallo.
Meglio se disegnato con stampe anni 50.(io ce l'ho!)


- La tisana depurante.
Sapete che non è poi tanto male?!


What'sOut:


- Gli esami.
Di nuovo. E non credo che abbia bisogno di spiegazioni.


- I saldi invernali.
BASTA! Vogliamo cominciare lo shopping primaverile.


- Il fermacapelli con le ninfee di Monet.
Chissà dove l'ha preso Ondina!
- Le partite di calcio e tutto il loro contorno.


I was tired of waiting on you



 Si, adesso mi appartiene.
E' tutto per me.
Ufficialmente dal 27.01.07. Thanks Gianlu!


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